Trump e i Dazi: benvenuti nella Fiera delle Illusioni Made in USA
Donald Trump ha deciso che il 2 aprile sarà ricordato come il "Giorno della Liberazione".
No, non si tratta della fine di una guerra, né dell’uscita di un nuovo iPhone.
È il giorno in cui l’America ha dichiarato guerra... ai prodotti stranieri.
Come? Con un bel pacco regalo di dazi doganali: 10% su tutto, con punte al 34% per la Cina. Auguri.
A sentirlo parlare, sembrava stesse salvando l’economia mondiale con la sola forza delle sue tariffe. In realtà, sta solo trascinando gli Stati Uniti (e non solo) in una nuova puntata del reality show economico “Chi vuole una recessione?”.
I dazi, in teoria, dovrebbero proteggere le aziende americane.
Ma in pratica?
Faranno lievitare i prezzi di tanti prodotti importati, e chi paga alla fine?
Esatto: l’americano medio, quello che fa la spesa, compra elettrodomestici, e magari sogna una macchina giapponese.
Trump però è convinto di aver avuto una visione: “Dazi per tutti, e l’America tornerà grande!”
Peccato che nel mondo reale le cose siano un filo più complesse.
La Cina ha già fatto capire che non starà a guardare.
E se parte la vendetta commerciale?
Altro che liberazione: ci ritroviamo con il portafoglio in catene.
Il tutto con l’aria trionfale del venditore di pentole che ti fa credere che con 3 rate mensili ti sta cambiando la vita.
Quando invece, spoiler: stai solo pagando il doppio per qualcosa che potevi avere a metà prezzo.
Trump gioca alla roulette con l’economia globale, ma i gettoni li mettiamo noi. Lui può permettersi di perdere.
Tu, con l’inflazione che già bussa alla porta, molto meno.
E ora la vera domanda:
questo “Giorno della Liberazione”… da cosa ci starebbe liberando davvero?
Dai prodotti stranieri o dal buonsenso?
Fammi sapere nei commenti: stai con Trump o con il tuo carrello della spesa?
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