Meta AI: lo stalker digitale che nessuno ha invitato (ma è già in casa tua)
Mentre ci domandavamo se Zuckerberg avesse esaurito la fantasia dopo il Metaverso flop, eccolo servire l’ultima portata del suo menù tecnologico: Meta AI, l’assistente virtuale che si è introdotto nei nostri smartphone come un coinquilino molesto che non paga l’affitto e fruga nei cassetti.
Sì, perché questo bel prodottino basato su LLaMA 3.2 (no, non è un alpaca da compagnia, ma un “large language model”, cioè un cervellone digitale pompato a dati) ha fatto il suo debutto anche in Europa. E indovina un po’? L’ha fatto con lo stesso tatto di un elefante in un negozio di cristalli: senza chiedere permesso.
L’illusione del consenso?
Secondo Meta, il consenso sarebbe implicito, tipo "se usi WhatsApp o Facebook, allora ti sta bene tutto".
Ma caro Zuck, il GDPR non è un optional da cliccare quando ti fa comodo. Il Regolamento europeo sulla protezione dei dati è chiaro: i dati personali non si toccano senza consenso esplicito, e soprattutto non si usano per addestrare un’AI che nessuno ha richiesto.
Meta ci ha provato a fregarla con la solita scusa del “legittimo interesse”, quella formula magica che le Big Tech usano per farsi passare tutto. Solo che, stavolta, 11 paesi europei si sono svegliati e hanno alzato la voce. E Meta, con la coda fra le gambe, ha dovuto rimandare il lancio.
Ma non è finita qui.
Ora l’assistente è arrivato lo stesso, in versione “light”.
Non si alimenta ancora dei nostri dati europei, ma il messaggio è chiaro: stanno solo aspettando il momento giusto per prenderseli, magari quando saremo distratti da qualche nuovo filtro su Instagram o da un video virale di gattini.
Siamo sicuri di voler convivere con un algoritmo ficcanaso, travestito da aiutante premuroso?
Perché di questo si tratta: un’intelligenza artificiale creata per “semplificarti la vita” che, in realtà, vive dei tuoi dati, impara da ogni parola che scrivi, e si prepara a suggerirti cosa pensare, cosa comprare, e magari anche cosa votare.
La privacy non è morta.
Ma è sotto morfina.
E Meta ha già in mano la siringa.
E tu? Hai davvero scelto Meta AI? O ti sei solo abituato a non scegliere più?
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