25 Aprile: la Liberazione dalla memoria corta
Ogni anno, puntuali come l’allergia al polline e le foto con le gite fuori porta, arriva il 25 aprile. Si celebra – almeno sulla carta – la Liberazione dal nazifascismo. Una parola grossa, "Liberazione", che oggi viene sbandierata da chi spesso non sa nemmeno liberarsi dai filtri di Instagram, figurarsi da un regime.
Per un giorno, tutti antifascisti. Poi però si torna a scrollare TikTok dove i nostalgici del ventennio raccolgono cuoricini a suon di “quando c’era lui…”. Il revisionismo è diventato una moda. E non di quelle innocue. Parliamoci chiaro: il 25 aprile dovrebbe essere un monito, non un trend. Invece sembra la sagra della memoria selettiva.
C'è chi lo considera “una festa divisiva”. Certo, perché prendere le distanze da chi deportava, fucilava e impiccava è evidentemente troppo polarizzante per i delicati equilibri dei talk show. Meglio l’equidistanza, quella comoda, quella che non scontenta nessuno. Peccato che tra chi combatteva per la libertà e chi difendeva la dittatura non c’è equilibrio che tenga. E no, non è una “questione di opinioni”.
I partigiani non erano eroi da cartolina, erano uomini e donne reali, con difetti, paure e una gran voglia di non morire sotto un regime. Quelli che oggi osano metterli sullo stesso piano dei repubblichini, forse dovrebbero rileggersi la storia. Sempre che sappiano ancora leggere.
Il 25 aprile non è la festa “della sinistra”, né il pretesto per litigare su Twitter. È la ricorrenza di chi ha detto no a un potere disumano e ha scelto – rischiando tutto – la parte giusta della storia. E oggi quella scelta dovrebbe essere difesa con la stessa fermezza, anche se non c'è più una montagna da salire, ma solo una coscienza da risvegliare.
Quindi, celebriamo pure. Ma senza ipocrisie. Se non conosci i fatti, se pensi che “i due estremismi si equivalgano”, se usi il 25 aprile per lamentarti del traffico o per postare una foto al mare con la didascalia "libertà è questa"… forse, la libertà vera non l’hai mai capita.
E tu, il 25 aprile lo celebri davvero… o lo archivi come un giorno rosso sul calendario?
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