Mediaset, rivoluzione o semplice capro espiatorio?

Da tempo, Pier Silvio Berlusconi ci racconta la sua grande rivoluzione televisiva. 

Meno trash, più qualità, più contenuti di spessore. 

Ma questa metamorfosi io, sinceramente, non l’ho ancora notata.

A parte il sacrificio rituale di Barbara d’Urso, il resto mi sembra business as usual. 

Un po’ come ai tempi di Tangentopoli, quando si decise che Bettino Craxi fosse l’unico responsabile di tutti i mali della politica italiana. 

Adesso sembra che il cancro della TV italiana fosse tutto incarnato in Barbara. Rimossa lei, Mediaset doveva tornare a splendere di luce propria. 

Ma siamo sicuri che sia così?

Chi ha visto i palinsesti, sa bene che i reality continuano a dominare, che i programmi d’opinione gridata sono ancora lì e che l’intrattenimento leggero non è certo diventato più raffinato. 

Hanno semplicemente cambiato qualche volto e messo un po’ di cipria sul solito prodotto.

Bianca Berlinguer al posto di Barbara d’Urso è davvero sinonimo di svolta epocale? 

Oppure è solo una pennellata di rispettabilità su una rete che continua a fare quello che ha sempre fatto, ma con un’aura di presunta superiorità morale?

Pier Silvio, insomma, sembra aver scelto di puntare sulla strategia del capro espiatorio. 

L’ha sacrificata sull’altare del cambiamento, ha tolto un nome scomodo per dare l’illusione di una rivoluzione. Ma togliere una figura ingombrante non significa cambiare il sistema.

E voi? Avete notato questa grande rivoluzione o vi sembra solo una ripulita di facciata?

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