"Ring Intercom, o dell’illusione della vacanza senza pensieri"
Hai appena messo il piede nella tua tanto sognata casa al mare, ti stai versando un bicchiere di vino bianco ghiacciato, il tramonto è perfetto. E poi… drin drin! Notifica: “Il corriere è arrivato”.
Ma non sei tu a preoccuparti. No, tu sei quella fortunata con il nuovo Ring Intercom, il citofono “smart” che Amazon ti sta praticamente lanciando addosso con uno sconto del 50%.
Geniale, no? Rispondi al citofono dal telefono, apri il portone al corriere, fai tutto in remoto. "Niente più consegne perse!" urlano i banner.
Ma la domanda è: non stiamo perdendo qualcos’altro?
Amazon ti promette vacanze senza stress, ma la verità è che ti tiene sempre connessa, sempre reperibile, sempre con un occhio sul portone di casa, anche quando dovresti avere solo un occhio sul mojito.
È l’ennesimo gadget pensato per trasformare l’ansia quotidiana in una nuova normalità ipercontrollata. Ti vende tranquillità, ma ti lega ancora di più al tuo smartphone, a casa tua, ai pacchi che non puoi mai semplicemente dimenticare per un giorno.
E poi diciamocelo: quanti pacchi “importantissimi” stai davvero aspettando? È tutto un teatrino del consumismo compulsivo, dove anche il citofono diventa parte dell’infrastruttura del “compra ora, ricevi subito, non perdere nemmeno un minuto”.
E mentre Amazon spinge forte su questo Ring Intercom – perché ovviamente ogni nuovo prodotto deve diventare “essenziale” – mi chiedo:
Siamo noi a controllare la tecnologia o è lei a controllare noi?
Hai davvero bisogno di aprire il portone a distanza, o è solo l’ennesimo modo per restare inchiodata alla rete, anche sotto l’ombrellone?
E tu, apriresti la porta anche alla tua ansia, se suonasse il citofono?
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