“Gomorra: Le Origini” – L’ennesimo prequel o il nuovo vangelo del crimine pop?


Eccoci di nuovo. Napoli, cemento, pistole e l’odore stantio della camorra raccontata come se fosse una saga epica. Nel 2025 arriva “Gomorra: Le Origini”, prequel della serie cult che ha fatto discutere mezzo Paese e glorificato l’altra metà. Sei episodi per raccontarci chi era Pietro Savastano prima di diventare il padrino che abbiamo imparato ad amare/odiare. Ma la domanda è: ne avevamo davvero bisogno?

Il giovane boss e la Napoli che bruciava

Siamo nel 1977. Gli anni delle sigarette di contrabbando, del potere che si conquista a colpi di calibro 9 e del silenzio come unica religione. Pietro Savastano è un ragazzetto sveglio, affamato e ambizioso. Ma “Le Origini” non si accontenta di mostrarci il crimine: vuole farcelo comprendere, quasi giustificare. Ci viene servito un menù psicologico completo – tra traumi infantili, contesti degradati e famiglie spezzate – che sembra dire: “Non è colpa loro, è il sistema”.

Sarà, ma quando il sangue scorre per le strade e la droga circola come acqua santa, a me non basta sapere che da piccolo non aveva il motorino.

Marco D’Amore dietro la macchina da presa: atto di fede o déjà vu?

Marco D’Amore – l’ex Ciro Di Marzio – dirige. Bravo, preparato, coinvolto. Ma la vera sfida è un’altra: come raccontare una storia che il pubblico conosce già, senza diventare una parodia del passato? Il rischio è quello del compitino nostalgico, con scene costruite su misura per i fan che vogliono sentirsi dentro “il Sistema” senza sporcarsi le mani.

Certo, se il livello resta quello della serie madre, allora ci sarà da godere. Ma se si scivola nel fanservice a buon mercato, ci ritroveremo con un’altra operazione-santino alla “Suburra: eternamente ragazzi”.

Romanticizzare il crimine: fino a quando?

Il vero nodo è questo. Gomorra ha sempre ballato su un filo sottile: denuncia sociale o fascino dell’illegalità? Con “Le Origini” il rischio di sconfinare nella seconda categoria è altissimo. La camorra viene estetizzata, mitizzata, trasformata in leggenda. E ogni colpo sparato diventa quasi poesia da citare su TikTok.

Stiamo raccontando la verità o solo confezionando nuovi idoli tossici per generazioni cresciute a pane e serie tv?


In conclusione:

"Gomorra: Le Origini" è l’ennesima possibilità per il pubblico italiano di guardarsi allo specchio e chiedersi: ci piace questo Paese, o ci piace solo guardarlo mentre va a fuoco?

E tu? Guarderai questo prequel per capire di più... o solo per rivivere l’adrenalina da divano, come un turista dell’Inferno?

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