Fast Fashion, Slow Thinking: il prezzo (vero) dietro i click compulsivi
Avviso ai naviganti del low cost estremo: se pensate di aver fatto l'affare del secolo comprando un vestito a 3,99€ spedito dall’altra parte del globo, siete voi l'affare.
Temu, Shein, AliExpress. Nominarli in certi ambienti è come evocare Voldemort. Ma non perché facciano paura: perché svelano la verità che nessuno vuole ammettere. Ovvero che l'e-commerce selvaggio è diventato la nuova droga di chi vuole tutto e subito, possibilmente a un prezzo talmente ridicolo da farti vergognare a chiedere il reso.
In apparenza sono solo piattaforme che ti permettono di avere il guardaroba di un'influencer con il budget di uno studente fuori sede. Ma grattando sotto la superficie glitterata delle offerte shock, cosa resta? Merce prodotta in massa, condizioni lavorative degne dell’Ottocento e una qualità che si autodistrugge al primo lavaggio. Ma tanto chi se ne frega: costa così poco che ne compri un altro.
E qui arriva la parte interessante. Perché il punto non è solo la qualità scadente — che, diciamocelo, il più delle volte è chiara come il sole. Il punto è l’assuefazione. L’illusione costante che l’acquisto facile sia anche un acquisto intelligente. Si parla tanto di sostenibilità, poi si ordina una felpa a 2 euro e ci si lamenta se ci mette più di tre giorni ad arrivare da Shenzhen.
Nel frattempo, spuntano come funghi nuove piattaforme clone, fotocopie perfette con nomi improbabili e loghi da graphic design da stage non retribuito. L’obiettivo? Spennare ancora di più chi cerca il “colpo grosso” online, tra una pubblicità acchiappaclick e un tutorial su TikTok.
E le responsabilità? Diluite come le cuciture delle tute da ginnastica che si disfano dopo mezz’ora. Colpa del consumatore? Dei brand? Dei social? Dei marketplace? La risposta è sì. Tutti complici in questo enorme teatro dell’assurdo dove l’apparenza conta più della sostanza e il pacco in arrivo genera più dopamina di un bacio vero.
Quindi, la prossima volta che clicchi su “compra ora” per una borsa che costa meno di un caffè, chiediti: chi la sta pagando davvero quella differenza?
E tu, stai comprando un prodotto o stai vendendo un pezzetto della tua lucidità?

Commenti
Posta un commento