SESSO, SOLDI E IPOCRISIA: QUANTO VALE IL CORPO ONLINE?


Avanti il prossimo scandalo da indignazione lampo: il caso di Elena Marata, la maestra che arrotondava lo stipendio con contenuti hot online. La storia è sempre la stessa: la scoprono, si grida allo scandalo, parte la gogna pubblica e qualcuno si affretta a licenziarla per salvare la faccia. Ma davvero vogliamo continuare a far finta di essere scioccati?

IL CORPO SI MONETIZZA, MA SOLO SE LO DECIDE IL SISTEMA

C’è un dato che ormai dovrebbe essere scolpito nella pietra: i siti di contenuti per adulti sono tra i più redditizi al mondo.

⭕️ OnlyFans macina miliardi.

⭕️ Cam4, Chaturbate e simili hanno utenti fissi più di Netflix.

Il porno è gratis, ma la gente paga lo stesso per avere "un'esperienza personalizzata".


Eppure, ogni volta che una donna decide di guadagnare con il proprio corpo, scatta la moralità a corrente alternata. Se sei un’influencer che mostra il lato B su Instagram con un marchio di bikini, sei una “modella”. Se fai lo stesso su un sito per adulti, sei “una vergogna per la società”. Il solito doppiopesismo ipocrita.

TUTTI CONSUMANO, MA POCHI AMMETTONO

La parte più grottesca? Quelli che si indignano sono gli stessi che consumano. Gli insegnanti, i dirigenti scolastici, i padri di famiglia che si scandalizzano sono gli stessi che poi, di notte, s’iscrivono ai siti e pagano. Il porno è ovunque, ma guai a chi lo crea e lo monetizza apertamente.

Il corpo online è diventato una moneta di scambio. È sempre stato così, solo che prima i soldi finivano nelle tasche sbagliate. Ora, con piattaforme come OnlyFans, i creatori (spesso donne) prendono il controllo e questo, a molti, non piace. Perché il sesso deve essere sfruttato dal sistema, non dalle persone.

CONCLUSIONE: QUANTO VALE IL DECORO NELL'ERA DIGITALE?

Questa storia è solo un’altra dimostrazione che viviamo in una società che predica purezza ma paga per la trasgressione.
La domanda, quindi, non è se sia giusto o meno che una maestra venda contenuti online. La vera domanda è: chi decide cosa è morale e cosa no?

E voi, lettori, siete mai entrati su uno di questi siti “scandalosi” o fate parte di quelli che giudicano con la cronologia in incognito?

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